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I proponenti del presente manifesto riconoscono come validi, attuali ed imprescindibili i valori, principi, idee e progetti emersi nel Congresso di Fiuggi di Fondazione di Alleanza Nazionale e successivamente confermati nelle Conferenze Programmatiche di Verona e Napoli, in particolare:
- presidenzialismo con elezione diretta popolare del Capo dello Stato
- diritto allo studio, alla salute, alla informazione, alla sicurezza, alla giustizia; in sintesi libertà di vivere, di avere una famiglia, di avere dei figli
- identità storica e geografica della Nazione con la sua eredità classica e cristiana che, tramite il patrimonio spirituale della civiltà medievale, si è affermato nelle libertà della cristianità quali indicate nel perenne ed universale magistero cattolico.
In tal senso i proponenti del presente manifesto vogliono uniformare il loro operare, partendo dalla politica ed attività da perseguire immediatamente a conclusione del Congresso Provinciale di Milano e da proseguire in campo nazionale.
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I recenti risultati, amministrative Sicilia e regionali Molise, evidenziano un sostanziale calo di voti di A.N. sia rispetto alle elezioni nazionali del ’96, sia alle regionali 2000, sia infine alle ultime consultazioni politiche delle primavera 2001.
Per rimanere a dati comparabili i risultati delle consultazioni politiche 2001 confrontate con le analoghe 1996 sottolineano un decremento di consensi di circa il 24% su scala nazionale con punte superiori al 40% per le circoscrizioni di Sicilia 1 e di Molise e di oltre il 30% in altre sette su un totale di 27
circoscrizioni.
A tale tendenza non si sono sottratti Milano e la provincia di Milano anche se con risultati meno devastanti partendo da valori assoluti decisamente inferiori alla media nazionale, nonostante che Milano e la Lombardia rappresentino geograficamente le zone più fertili di consensi per il centro-destra.
E’ nostra opinione che i motivi di tale disaffezione del corpo elettorale nei confronti di A.N. possano farsi risalire a:
- affievolimento dell’entusiasmo scaturito dal Convegno di Fiuggi condizionato dal tempo a perdere il fascino che lustra le iniziative innovative
- declassamento degli ideali, anche di quelli drammaticamente attuali, caratterizzanti l’identità storica del nostro movimento, probabilmente dovuto alle assunzioni di responsabilità di governo, ma che ha necessariamente smorzato la carica di vitalità politica negli iscritti più radicali ma per questo più
attivi
- inserimento ai vertici di partito e in posti e cariche di prestigio di componenti estranee, se non a volte precedentemente avverse, inopinatamente preferite a iscritti di sicura convinzione reduci da decennali lotte politiche sostenute in condizioni disperate e pericolose, che non poteva non provocare in
questi motivi di disorientamento e di delusione se non di distacco
- scarsa incisività nella progettualità e gestione della cosa pubblica che non deve limitarsi alle attività parlamentari, ma deve incidere profondamente nel tessuto della pubblica amministrazione e del potere burocratico e culturale, che è rimasto praticamente intatto a livello nazionale e periferico nelle
stesse persone a suo tempo inserite da governi e forze di avversa concezione politica
- perdita di collegamento con il corpo elettorale per abbandono dei rapporti con la base attiva e attivistica da parte dei vertici del partito, che sono sembrati soddisfatti di quanto raggiunto e quindi nella convinzione della inutilità di confrontarsi con gli iscritti al partito, vera cinghia di trasmissione
e disseminazione di consenso nel corpo elettorale
- mancato rispetto dei dettami statutari che nel caso della Federazione di Milano si evidenziano in:
ultimo congresso provinciale tenutosi nel 1997, con conseguente ripetersi di commissari fino all’assurdo dell’ultimo commissario che ha sostituito il precedente commissario
assenza di esecutivo provinciale per tutto il periodo dell’attuale commissariamento; l’ultima riunione di esecutivo provinciale risale alla primavera del 1999. Si ha notizia di un esecutivo, affrettatamente definito a fine Gennaio 2002 a poco più di un mese dal Congresso Provinciale e di cui pochi sono stati
avvisati.
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Il mantenimento di una situazione, che ha dato luogo a risultati negativi quali elencati nelle precedenti analisi, non può non portare che ad un ulteriore deterioramento del consenso elettorale verso A.N. con conseguente riduzione di attivisti, iscritti, rappresentanti politici.
Si verrebbe così a creare una spinta verso l’atterraggio in un partito unico di centro-destra facilmente collocabile in area centrista, di cui recenti “uscite” di esponenti nazionali hanno già ipotizzato la rotta.
Il fatto stesso che in una Regione come la Lombardia ed una Provincia e città come Milano squassate dagli scandali di Tangentopoli e orbe delle tradizionali forze politiche, che ha guardato alla destra come possibile punto di riferimento, A.N. non sia mai riuscita a forti affermazioni, vivacchiando su
percentuali di consenso ad una sola cifra decimale, può far ipotizzare un lento ma sicuro declino.
L’immobilismo che, anche se non vero, viene avvertito nella politica di A.N. e dei suoi rappresentanti nelle istituzioni locali, la mancanza di progettualità, l’improvvisazione senza una visione ampia di sviluppo anche se non a lungo termine almeno nel medio, la presenza esterna limitata a sporadici ed
inconcludenti banchetti quando non a feste di colore provinciale, non vengono certamente recepite come positivi da una popolazione concreta e positiva come quella lombarda ed in particolare quella milanese.
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E’ necessario pertanto un rilancio di A.N. riaffermando come prima cosa i valori, i principi, le idee ed i progetti che rappresentano l’identità di A.N. e che ne fanno un unico nel panorama politico nazionale.
Ne indichiamo i principali:
- recupero, in senso unitario, della storia e della cultura nazionali ed europee
- difesa della vita, fin dal suo concepimento
- realizzazione di un sistema produttivo basato sulla partecipazione
- difesa della identità e degli interessi nazionali nei confronti del mondo “globalizzato”.
Tali valori, principi, idee e progetti sono condivisibili e sono condivisi da una buona percentuale di elettori lombardi e milanesi pronti a premiare il loro rilancio.
E’ necessario riprendere il contatto con gli elettori e questo non può essere fatto che tramite il rafforzamento della presenza dei Circoli che vanno seguiti, interpellati, informati, guidati.
I Circoli devono essere tonificati con precise, specifiche, cadenzate presenze dei nostri politici nazionali e locali, in particolare di quelli che, avendo potere esecutivo, possono illustrare le attività intraprese, i progetti implementati, i programmi conclusi, i cambiamenti effettuati.
Reciprocamente i Circoli devono riprendere ed incrementare la loro funzione di presa diretta con gli iscritti e gli elettori, potenziali apportatori di competenze, idee, fermenti culturali, veri e primari costruttori di consenso.
In particolare per quanto riguarda l’organizzazione della Federazione di Milano Provincia, è mia intenzione articolare l’attività della stessa nei seguenti settori:
- Organizzazione, Tesseramento e Attività Federazione
- Coordinamento Circoli Territoriali ed Ambientali
- Rapporti con nostri Rappresentanti in Istituzioni e Enti Locali
- Propaganda
- Cultura e Istruzione
- Candidature e Nomine
- Economia e Lavoro
- Leggi, Regolamenti, Delibere, ecc.
- Antenna U.E.
- Assistenza sociale e Sanità
- Mobilità e Traffico
- Amministrazione, Tesoreria, Bilancio
- Professioni e Sindacati
- Cooperative
- Urbanistica, Territorio, Edilizia, Ecologia e Ambiente
a ognuno dei quali inserire un responsabile fra quelli che concordemente sceglieremo fra i proponenti del presente programma, le cui competenze, professionalità e trasparenza non siano discusse nè discutibili. E a questi nominativi mi auguro potranno aggiungersi altri con i quali condividere oneri e spero
onori per il rafforzamento ed espansione del nostro partito.
E’ mia intenzione incaricare e responsabilizzare i referenti di questi settori per obiettivi e valutarli per risultati che realmente incidano nel contesto sociale ed economico provinciale.
Gli elettori hanno votato, ci hanno votato per cambiare: dobbiamo rendere palpabile tale cambiamento con risultati concreti.
Vi è l’impressione che il potere burocratico, che è poi quello che scrive le leggi, delibere, risoluzioni, sia rimasto intatto a tutti i livelli. Intatto cioè quale quello creato dalla sinistra e dal centro-sinistra con gli stessi funzionari che, nel migliore dei casi, si dichiarano spostati a destra.
Si ha l’impressione che la destra abbia il consenso ma non il potere e questo anche a causa di una malintesa valutazione del potere molte volte demonizzato, visto solo come fonte di corruzione, mentre il potere non è che la possibilità di gestire la cosa pubblica secondo i programmi presentati agli elettori e
che gli elettori hanno premiato con il loro voto.
Sono necessari programmi e progetti ampi, ambiziosi, proiettati nel futuro, pensati, scritti, gestiti e realizzati da persone competenti e capaci.
Sarà inoltre mia premura favorire la crescita di circoli territoriali attivi in ogni Comune della Provincia: attualmente esistono circa un centinaio di Comuni della Provincia di Milano dove non esiste un responsabile ed un’organizzazione di partito: è necessario essere presenti su tutto il territorio e non più
a macchia di leopardo.
I circoli, nel limite del possibile, devono poter disporre di sedi e strutture adeguate alle proprie esigenze; in tal senso, si dovrà pervenire ad una graduale riduzione della quota di tesseramento che i singoli circoli devono versare alla Federazione. Quest’ultima dovrebbe poter disporre di quote del
Finanziamento Pubblico al Partito.
Il partito deve realmente radicarsi sul territorio. Per questo dobbiamo ricercare fra i nostri iscritti, al centro come in periferia le capacità migliori che possano pervenire a tangibili risultati, tramite commissioni permanenti di valutazione e selezione di candidati per posizioni politiche (elettive) e per
posizioni amministrative (enti, società, commissioni, ecc.).
Gli elettori ci hanno messo alla prova, vogliono vedere i cambiamenti per valutare i risultati.
I proponenti del presente manifesto hanno la capacità, la volontà e la possibilità di arrivare a risultati positivi e ambiziosi, A VOI LA POSSIBILITA’ DI CAMBIARE. |