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URSO INAUGURA NUOVA ALLEANZA IN VISTA DEL CONGRESSO PROVINCIALE. L’ADESIONE DI GUIDO BOMBARDA.
I CANDIDATI EDDA CERASO E MICHELE PUCCINELLI CONFERMANO: “CORRIAMO PER VINCERE”.
Milano, 18 febbraio 2002
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Il tavolo di Presidenza riunito all’Hotel Manin:
da sinistra: Carlo Borsani, Edda Ceraso, Franco Servello, Adolfo Urso, Cristiana Muscardini, Michele Puccinelli, Luciano Buonocore.
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Atmosfera delle grandi occasioni, lunedì 18 Febbraio, all’Hotel Manin di Milano, per la presentazione ufficiale di “Nuova Alleanza” in provincia di Milano. La visita del vice ministro alle Attività Produttive, Adolfo Urso, uno dei leader nazionali della componente, ha voluto rimarcare
il ruolo e la forza che l’aggregazione interna ad Alleanza Nazionale pretende di evidenziare anche in una zona strategica come la provincia di Milano. Ad attendere Urso, tra i tanti dirigenti locali che hanno aderito o affiancato la componente, grande risalto ha ottenuto la presenza del consigliere
regionale e attuale commissario della Federazione Milanese, Guido Bombarda. Con l’adesione propria, e dei circoli che a lui fanno riferimento, Bombarda costituisce un’importante forza aggiuntiva in vista dei due congressi, rispettivamente della provincia di Milano e della città di Milano, che vedono
oggi, in Edda Ceraso e Michele Puccinelli, due candidati credibili e ben radicati. Le chances di vincere, se fino a pochi mesi fa erano molto basse, oggi si fanno concretamente tangibili.
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1 Adolfo Urso: “La Destra di Governo non può e non deve perdere il contatto con la gente, con le categorie sociali e produttive e con il partito. Non possiamo appiattirci su Forza Italia”. |
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2 Franco Servello: “La dialettica e la polemica sono il sale della politica”. |
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3 Guido Bombarda: “Ci sono anch’io. Ringrazio Edda Ceraso e Michele Puccinelli per aver assunto l’incarico di rappresentare l’istanza di rinnovamento”. |
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4 Cristiana Muscardini: “Chi ha già impegni parlamentari od incarichi di Governo non si può assumere responsabilmente il compito di fare il coordinatore provinciale”. |
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5 Carlo Borsani: “Nessuno può pensare di spegnere la Fiamma”. |
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6 Michele Puccinelli: “Rafforzare la classe della media dirigenza e rendere più efficaci i circoli saranno i nostri obiettivi”. |
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7 Edda Ceraso: “Rispetto della democrazia interna e selezione meritocratica e non di appartenenza: queste le sfide del partito per i prossimi anni”. |
| 1 Adolfo Urso, viceministro alle Attività Produttive |
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Ha esordito ringraziando Guido Bombarda per l’adesione a “Nuova Alleanza”.
“Il congresso di Bologna sarà il primo congresso della Destra di Governo: - ha evidenziato il ministro - a Fiuggi eravamo tornati all’opposizione dopo i pochi mesi del primo governo a guida Polo-Lega. Fiuggi è stato per noi il momento dei conti con la nostra storia. Il 13 e 14 aprile a Bologna, invece,
saremo chiamati tutti a portare avanti la proiezione europea di Alleanza Nazionale: faremo i conti con il nostro futuro”.
“Nei prossimi anni dovremo promuovere anche in Europa il Modello Italiano, quell’alleanza tra centro e destra, che dapprima semplice anomalia italiana, ha già saputo ottenere grandi risultati nelle esperienze di governo di molti Paesi europei. Il compito che spetterà a Gianfranco Fini e a Cristiana
Muscardini in seno alla Convenzione Europea sarà gravoso ma determinante anche per il nostro futuro”, ha ammesso Urso, che poi ha rivolto l’attenzione sulla dialettica interna al partito: “Nuova Alleanza è una componente aperta agli apporti di altre aggregazioni: non è una corrente ideologica, è diretta
esclusivamente in vista del Congresso, perchè noi non dimentichiamo che il fine è il partito. A sua volta, per noi uomini di Destra, il partito è mezzo per raggiungere il fine ultimo della nostra attività politica, cioè il Bene della Nazione. Nostro obiettivo è animare il dibattito interno, far crescere
la classe dirigente e far emergere gli uomini migliori e le migliori idee. Abbiamo insistito noi per l’elezione diretta dei Presidenti Provinciali: è importante favorire il dibattito in sede locale per poi convergere in sede nazionale sul documento che sarà promosso da Fini con il contributo di tutti i
dirigenti. La sfida sarà incentrata sulla organizzazione del partito e sul nuovo Statuto, essendo quello attuale superato”.
Oi il discorso è passato al ruolo di An nel Governo: “Attualmente stiamo portando avanti l’immane sforzo di tenere legati tra loro Governo del Paese, Partito e Realtà Produttive del Paese: non vogliamo ripetere gli sforzi della Sinistra che si rinchiuse e si isolò nel Palazzo. Per questo ha perso le
elezioni”.
Alla domanda di un giornalista se in Italia è ipotizzabile un accordo col Fiamma Tricolore e in Europa il coinvolgimento della Lega in un contesto bipolare, Urso ha risposto fermamente: Non poniamo paletti a nessuna forza di centro-destra che aderisca al Programma della Casa delle Libertà. Quanto alla
Lega Nord, il suo coinvolgimento in Europa è obiettivo da perseguire tenacemente, nell’ottica di una Casa delle Libertà Europea”.
Il discorso si è poi incentrato sul simbolo del partito : “Chi l’ha detto che ad ogni congresso si debba creare un nuovo simbolo? E’ un ipotesi cui Nuova Alleanza si oppone”.
Urso ha poi espresso un’analisi sul consenso del partito: “Attualmente il consenso personale del presidente Fini è quadruplo rispetto al consenso del partito: dobbiamo costruire un partito che sappia marciare al passo del suo leader. Proprio per questo, non possiamo e non dobbiamo appiattirci su Forza
Italia”.
L’ultima attenzione il ministro l’ha poi rivolta ai due candidati alla Presidenza Provinciale: “Edda Ceraso, per la provincia, e Michele Puccinelli, per la città di Milano, rappresentano due candidature significative di una classe dirigente che si confronta costantemente col territorio”.
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| 2 E’ toccato al senatore Franco Servello |
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Il compito di fare gli onori di casa al ministro Urso.
Dopo aver ricordato i tentativi falliti di Ignazio La Russa volti a convincerlo ad entrare nella corrente “Destra Protagonista”, Servello ha ribadito quello che sarà l’obiettivo del Congresso nazionale e dei congressi provinciali: riaprire il dibattito interno ad ogni livello.
“Dialettica e polemica sono il sale della politica – ha esordito il senatore – Il congresso servirà a trovare un’ampia convergenza su quello che sarà il nuovo progetto per il partito: si respira un’esigenza di rinnovamento”.
Ma Servello si è rivolto ancora a La Russa, denunciando: “In questi giorni notiamo come a Milano ci sia una ricerca affannata delle firme degli iscritti con lo scopo di rendere impossibile una seconda candidatura. Si tratta di un’incetta fatta di promesse e lusinghe: il modo peggiore di vivere il
dibattito congressuale”.
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| 3 L’arrivo di Guido Bombarda |
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Ha costituito la grande novità dell’appuntamento al Manin.
Attesissimo il suo discorso, che è andato subito al sodo: “Mi è stato chiesto di ricandidarmi, ma ho declinato l’invito di La Russa perché non ho condiviso certe linee della politica regionale del partito. Ringrazio Edda (Ceraso) e Michele (Puccinelli) per aver assunto l’incarico di rappresentare
l’istanza di rinnovamento”.
L’analisi politica di Bombarda è poi proseguita: “Non c’è attualmente in An in provincia di Milano la capacità di tessere un incontro con la società civile e le associazioni per paura di far uscire i consensi dal ristretto giardino coltivato. Per mesi o anni ho insistito che An si aprisse al territorio.
Non ci sono riuscito ma mi auguro che dopo il congresso di Bologna il partito apra un dibattito in ogni realtà territoriale e sappia coinvolgere la gente. Se non capiremo questo, avremo perso una grande occasione. Il mio dissidio con la situazione esistente in provincia è dovuto al fatto che troppo
spesso qui ci siano solo comandi ed imposizioni, e questo costituisce un danno per il movimento. Noi vogliamo che crescano le persone che davvero lavorano sul territorio”.
Per questo Bombarda ha fatto la scua scelta: “Aderisco a questa iniziativa congressuale: che possa portare aria nuova in provincia di Milano”.
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| 4 Nuova Alleanza è contraria al doppio incarico: |
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Chi riveste un incarico parlamentare o svolge funzioni di Governo non può occuparsi dell’organizzazione locale o provinciale del partito”: l’allusione di Cristiana Muscardini alle candidature Alboni – Gamba è evidente. “La destra al Governo deve impegnarsi anima e corpo all’incarico affidatole dalla
gente: sarebbe improprio che si togliessero energie ai lavori parlamentari per chiedere ai deputati una presenza costante in Federazione provinciale e sul territorio”.
“Per questo abbiamo sostenuto – ha proseguito il presidente del gruppo di An al Parlamento Europeo - che per la Presidenza provinciale andassero coinvolti esponenti di dirigenza di medio vertice che costituisce l’anima e l’ossatura del partito: Edda Ceraso e Michele Puccinelli rappresentano proprio
questa esigenza”.
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| 5 Non vogliamo morire democristiani. |
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La provocazione di Carlo Borsani, assessore regionale alla Sanità va diritto al sodo: “Nessuno creda di togliere la fiamma tricolore dal simbolo. Questa insensata proposta ricorda tanto la sfortunata esperienza dell’Elefantino: dovremmo imparare qualcosa dagli errori passati”.
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| 6 Michele Puccinelli |
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Candidato alla Presidenza della Federazione di Milano città, nel suo intervento ha ribadito come il confronto congressuale possa essere una risorsa per il partito: “Nessuno qui ha intenzione di fare una crociata contro qualcuno. Pretendiamo solo di rafforzare la classe dirigente intermedia e quei centri
disseminatori del consenso che sono i circoli. Le nostre vogliono essere, certamente, critiche, ma propositive”.
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| 7 I circoli della provincia di Milano |
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"Devono tornare ad essere luoghi di intenso confronto e dialettica politica. Non possono ridursi a semplici liste di iscritti”, ha esordito così Edda Ceraso, presidente del circolo territoriale di Monza e candidata alla presidenza della Federazione provinciale di Milano.
“La crescita del partito non può esulare dalla riorganizzazione dei circoli, che devono tornare a coordinarsi tra di loro. In caso di vittoria, valuteremo se sarà il caso di costituire fino a quattro subfederazioni per decentrare concretamente le funzioni del partito.- ha spiegato la Ceraso, che ha
continuato – Il partito deve favorire l’apertura di nuove ed attrezzate sedi. In tal caso sarebbe auspicabile che i soldi del finanziamento pubblico fossero il più possibile decentrati”.
Un ultimo pensiero per il dopo Congresso: “La base in provincia di Milano chiede poche regole, ma che siano concretamente rispettate. Due su tutte: democrazia interna e meritocrazia”.
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