Rassegna stampa congresso nazionale

1 AN: LA 'DESTRA GOLLISTA' PRESENTA IL SUO MANIFESTO

2 UNA CORRENTE A SOSTEGNO DI FINI. An: nasce "Nuova Alleanza"

3 MUSCARDINI: AN NEL PPE? SOLO SE CI SARA’ IL BIPOLARISMO ANCHE IN EUROPA

4 UN TRIUMVIRATO PER RIORGANIZZARE AN

5 PER AN E' TEMPO DI COMPETIZIONE CON FI

6 ANCHE AL GOVERNO VA DIFESA LA NOSTRA IDENTITA'

7 AN: NASCE 'NUOVA ALLEANZA', MAI 'CONTRO' E SEMPRE CON FINI

8 IL DISCORSO SUL PPE E' PREMATURO E COMPLESSO

9 FINI: I PRESIDENTI PROVINCIALI ELETTI DIRETTAMENTE DAGLI ISCRITTI



 

1 AN: LA 'DESTRA GOLLISTA' PRESENTA IL SUO MANIFESTO


AN: LA 'DESTRA GOLLISTA' PRESENTA IL SUO MANIFESTO
Roma, 29 gen. - (Adnkronos) -

Si chiama 'Alleanza per la destra', e' la quarta corrente di An, nata da qualche settimana, e si autodefinisce la 'destra gollista' del partito. I suoi promotori sono Franco Servello, Gennaro Malgieri, Gianfranco Legitimo ed Enzo Trantino. Ma ne fanno parte, tra gli altri, anche Luigi Ramponi, Antonio Rastrelli, Gian Franco Anedda e Guglielmo Rositani. (Pol-Rao/Pn/Adnkronos)

2 UNA CORRENTE A SOSTEGNO DI FINI. An: nasce "Nuova Alleanza"


Corrente di sostegno al leader
dal Corriere della sera di lunedì 28 gennaio 2002

ROMA - "Stiamo crescendo ogni giorno di più. E se cresciamo è perché abbiamo qualcosa da dire, perché aderiamo non a una corrente, ma a delle idee, dei contenuti".
Dice così il ministro Altero Matteoli, che insieme ad Adolfo Urso e Domenico Nania, ha tenuto ieri a battesimo "Nuova Alleanza", l'ultima nata tra le componenti del partito di Gianfranco Fini.
La prima convention della nuova formazione si è svolta al cinema Adriano, una scelta in ossequio alla memoria: Almirante chiudeva qui le sue campagne elettorali. "Ci siamo venuti tante volte con la paura di essere aggrediti", ha commentato Urso. Mentre a sorpresa Gustavo Selva ha annunciato la sua adesione: "Sto con voi, siete l'anima di An".
Cosa ha da dire Nuova Alleanza lo spiegano dal palco tutti i protagonisti della corrente: Urso, Nania, Muscardini, Poli Bortone, Pace, Lo Porto, Catanoso, Germontani, Contento.
Nuova Alleanza nasce per rafforzare la leadership di Fini, per costruire una classe dirigente nuova con una forte regionalizzazione del partito, per spingere An verso la costruzione di una "Casa delle Libertà europea", esportando quel modello che ha vinto la scommessa politica italiana.
Matteoli: "Il congresso sarà difficile, perché non ci saranno avversari, nemici esterni. La scommessa sarà far crescere programmi e idee".
Nania: "An dovrà strutturarsi come il partito del presidente, che insieme al suo staff elabora e attua la politica nazionale e quella estera".
Urso: "A Fiuggi abbiamo reso credibile e legittima la destra: a Bologna dobbiamo costruire quella di governo, non solo dell'Italia ma anche dell'Europa".

3 MUSCARDINI: AN NEL PPE? SOLO SE CI SARA’ IL BIPOLARISMO ANCHE IN EUROPA


28.01.02 ROMA
MUSCARDINI: AN NEL PPE? SOLO SE CI SARA’ IL BIPOLARISMO ANCHE IN EUROPA

INGRESSO NEL PPE NON E' TEMA ATTUALE, PRIMA BIPOLARISMO EUROPEO (Adnkronos) - Il capogruppo al Parlamento europeo Cristiana Muscardini, nel suo intervento, ha puntato l'attenzione sull'eventuale ingresso di Alleanza Nazionale nel Ppe. ''Non e'certamente -ha detto- un problema attuale. An sta bene nel gruppo dei partiti di destra. Se in Europa nascera' un sistema politico bipolare se ne potra' parlare, ma non vogliamo diventare la quinta colonna di un centro sbilanciato a sinistra''. A chiudere la convention di 'Nuova Alleanza', il ministro dell'Ambiente Altero Matteoli che ha aperto il suo intervento lanciando un ammonimento alle altre componenti di An. ''Non fatevi belli con le penne del pavone -ha detto- noi siamo una componente che e' nata senza pensare ai numeri ma sia chiaro che non possiamo non crescere per fare un favore a chicchessia''. Matteoli ha poi sottolineato che ''il congresso di Bologna sara' certamente il piu' difficile della storia di Allenza Nazionale: ci mancano infatti gli avversari perche' il centrosinistra e' praticamente allo sfascio. Quando la destra vince -ha proseguito il ministro- pensa in grande. Infatti stiamo cambiando l'Italia nella prospettiva di costruire una grande Europa unita''. Ritornando al partito, Matteoli ha ribadito che l'obiettivo principe e' quello di contare di piu' nella Casa delle liberta': ''vinceremo sulla base di quanta destra riusciremo a portare al governo''.

4 UN TRIUMVIRATO PER RIORGANIZZARE AN


Da “IL GIORNALE” del 16/01/2002
Intervista al Ministro Gianni Alemanno
“UN TRIUNVIRATO PER RIORGANIZZARE AN”
di Anna Maria Greco

Nega di aver rotto con Francesco Storace: lo candida anzi alla guida del partito da solo, o in una terna da formare assieme ai capigruppo di camera e Senato. Ma soprattutto Gianni Alemanno – ministro dell’Agricoltura e leader assieme al “Governatore” del Lazio della “Destra sociale” – pensa che An si debba muovere decisamente per rimodellare il partito.
«Ora che siamo al governo – sostiene – dobbiamo fare uno scatto ulteriore, An deve incrementare la sua efficienza».
Ministro Alemanno, lei a Capena c’è andato, diversamente da Storace. E per questo si è parlato di grande freddo tra voi …
«Nessun divorzio, il nostro è un rapporto consolidato e alimentato da visioni comuni. Diciamo che Storace ha voluto dare un’accelerata…».
E lei non era d’accordo?
«Beh, la formazione dell’esecutivo ha fatto sì che i problemi del partito fossero messi tra parentesi. Ora che si avvicina il congresso è il momento di riesaminare le questioni, tra cui quella dell’organizzazione e sono fiducioso che lo faremo nel modo migliore. Lo stesso Fini del resto ha mostrato di volerlo fare».
Resta il fatto che Storace, quando decide di muovere, lo fa un po’ come il classico elefante nell’ancor più classico negozio di cristalleria. E rischia di provocare più autogol che soluzione…
«Finora le prese di posizione di Storace mi paiono più intuizioni geniali che autogol. Certo, ha il suo modo di porre i problemi. Reclama soluzioni accelerate e si chiama fuori polemicamente quando non ottiene risposte. Ma sono convinto che man mano che cominceremo a individuare le soluzioni – il clima migliorerà e Francesco tornerà al suo posto. Con soddisfazione di tutti».
Storace in realtà vuole che, con Fini al governo, An abbia un coordinatore unico, vero?
«La situazione reclama una riorganizzazione del partito, siamo tutti d’accordo. E il coordinatore unico sarebbe la risposta migliore, sempre che stia bene a Fini».
Fuori dai denti: Storace ci punta?
«Lui mi assicura di no. A me andrebbe benissimo, ovviamente»
E un nome è spuntato o no a Capena?
«No, assolutamente. E’ molto difficile individuare una persona che vada bene a tutti».
Alternative, allora?
«Si potrebbe creare una terna di coordinatori: i presidenti dei due gruppi parlamentari, La Russae e Nania, più Storace. Sempre che Francesco sia d’accordo…».
Questo significherebbe per lui abbandonare la guida del Lazio?
«E perché? Fini è presidente del partito e vicepresidente del Consiglio. E potrebbe divenire ministro degli Esteri».
An punta su di lui per la Farnesina?
«Dipende esclusivamente da Fini. Nessuno può dirgli di no. Ma noi non forzeremo. E’ un passaggio da esaminare bene».
A Capena qualcuno ha visto nascere un distinguo tra An ed alleati: reclamate maggiore visibilità. Guai alle viste?
«Nessuno pensa di trasformare la nostra richiesta in termini conflittuali. Il problema è stare nella coalizione con le nostre idee e le nostre proposte».

5 PER AN E' TEMPO DI COMPETIZIONE CON FI


Da IL MESSAGGERO del 14/01/2002
PER AN E' TEMPO DI COMPETIZIONE CON FI
di Carlo Fusi

Il presidente dei senatori di An, Domenico Nania, è assieme ad Altero Matteoli e Adolfo Urso, il leader della nuova corrente di An che sarà il piedistallo di Fini nel prossimo congresso di Bologna.
E' lui che traccia il rendiconto bilancio della due giorni della destra a Capena. "Abbiamo verificato il percorso fin qui fatto dalla classe dirigente del partito. Anche per questo il prossimo sarà un congresso unitario davvero. Dimostrerà che An è di più che una destra di governo ma una forza politica che usa il potere per risolvere i problemi del Paese lavorando per un modello di sviluppo che affianchi la giustizia sociale".
Dunque niente contrasti con Berlusconi nonostante la freddezza dei giorni scorsi?
"Contrasti e conflitti mai".
Ma la richiesta di maggiore collegialità quella c'è. In cosa si traduce?
"In un sistema bipolare i governi sono di coalizione dunque le maggioranze che li sorreggono scontano rapporti che sono anche di competizione. Competizione a fare meglio gli interessi del paese. Nello specifico le cose nelle quali crede la destra devono avere ancora più visibilità nell'azione di governo".
L'ipotesi di Fini agli Esteri è tramontata o no?
"Veramente non se ne è parlato più di tanto. Abbiamo invece discusso della necessità che anche in Europa si determini uno scenario politico di centro-destra. Insomma che si stabilisca una equiparazione-identificazione tra panorama politico italiano ed europeo".
In altri termini stiamo parlando dell'ingresso di An nel Ppe…
"In termini tecnici quella possibilità è allo stato preclusa. Ma tutti abbiamo condiviso il fatto che se in Europa a competere con lo schieramento socialdemocratico sarà uno schieramento di centro-destra e se il Ppe non sarà più il partito dei post-dc ma diventerà la casa dei moderati europei, la destra italiana non potrà che inserirsi in quella dimensione. Restando la destra che difende i suoi valori di riferimento, a partire dall'interesse nazionale".
Senatore Nania, mentre voi discutevate il procuratore Borrelli invitava a resistere come sul Piave…
"Ci ha colto di sorpresa vedere alla tv Borrelli dire quelle cose e scatenarsi in quel modo. E' la riprova che in questi anni alcuni procuratori hanno fatto politica. E che non si rendono conto che l'indipendenza della magistratura è un dovere per loro e un diritto dei cittadini".
Pensierino finale per Francesco Storace, assente al "conclave".
"Abbiamo preso atto con rammarico della sua assenza. Ma il senso di responsabilità che contraddistingue sia lui che noi ci imponeva di andare avanti e l'abbiamo fatto".

6 ANCHE AL GOVERNO VA DIFESA LA NOSTRA IDENTITA'


Da IL GIORNALE del 14/01/2002
FISICHELLA: "ANCHE AL GOVERNO VA DIFESA LA NOSTRA IDENTITA'"
di Alessandro Caprettini

Si parla di nuova “svolta” e rieccolo protagonista, come lo fu già a a Fiuggi e a Verona. Domenico Fisichella, classe 1935, vicepresidente del Senato è un po’ il Cincinnato di An che si ripresenta sulla scena quando si tratta di ridare fiato e spessore alla destra italiana, lasciandosi alle spalle il periodo di “riflessione” che aveva scelto negli ultimi mesi.
Perplesso – come adesso afferma senza peli sulla lingua - di una certa mancata coerenza tra idee ed azione di governo. Ma ora abbastanza ottimista sulla prospettiva.
Allora, per An c’è una nuova rivoluzione alle porte?
«Questo no. La Weltanshaung era acquisita, i valori già digeriti. Diciamo che a questo punto occorre fare passi avanti. A Fiuggi costruimmo le condizioni per cui la destra italiana fosse parte integrante di uno dei due schieramenti in cui si andava dividendo la politica italiana. Ora che An non è più solo forza di governo ma forza al governo, si tratta di enucleare gli aspetti del nostro programma da difendere e da valorizzare all’interno della coalizione».
E questo sarà il succo del famoso documento che si sta mettendo a punto e che sarà discusso in congresso. Le novità maggiori quali saranno?
«Sul piano economico non crediamo si possa essere drasticamente focalizzati su una prospettiva di sviluppo derivante dal solo mercato. Nessuno nega la necessità dell’innovazione, ma occorre tenere conto dell’esistente con un occhio particolare al piano sociale. Un secondo dato di rilievo è per noi quello della legalità, che merita estrema attenzione. Occorre coniugare garanzie e sicurezza assieme alla certezza della pena. E bisogna ristabilire regole che valgano per tutti e siano rispettate da tutti».
Proprio da Capena, sabato, è partita comunque una nota molto critica nei confronti di Borrelli…
«Al di là di episodi singoli e specifici, la dialettica tra istituzioni non deve più superare certi limiti. Per noi dovrà essere una linea maestra come forza di governo». Ancora, presidente Fisichella, mi pare di capire che ci sono novità in tema di “nazione”…
«Tema che merita di essere ampiamente recuperato da un partito che si chiama Alleanza nazionale. Noi non siamo disposti, in un momento nel quale già la costruzione europea esigerà la disponibilità a sacrifici per la costruzione di una Unione forte, a subire la disarticolazione o la centrifugazione dell’Italia per un sovraccarico di federalismi male intesi o di devoluzioni verso il basso male applicate o esasperate. Bisogna avere la consapevolezza che i rapporti non possono andare oltre i limiti al di là dei quali il rischio di una dissipazione nazionale si fa concreto ed inquietante».
Non crede che in economia e sulla giustizia con Forza Italia e con la Lega in tema di devolution possano a questo punto crearsi delle frizioni?
«Abbiamo messo in conto tutto. Il nostro, sia chiaro, è un atteggiamento costruttivo. Del resto non è un caso se abbiamo lavorato a lungo per far prevalere il centrodestra. Ma crediamo che il nostro risultato – che va oltre quello di alcuni alleati – non possa essere dissipato. Ci sono da ricalibrare alcuni equilibri nella coalizione, e credo si possa riuscire a farlo».
E c’è, ancora, il discorso del Ppe…
«E’ una questione che esige ulteriori elementi di valutazione, quest’ultima, anche a livello di base elettorale e che sarà discussa anche nei congressi provinciali. E poi non è cosa che dipende solo da noi, ma dall’evolversi della politica europea: dal crearsi di un bipolarismo europeo o meno, dal chi farà parte di un possibile blocco moderato o da chi deciderà di uscirne. Diciamo che valuteremo con attenzione il da farsi, osservando intanto cosa accadrà. Tempi brevi, ma non brevissimi».
Lei spesso non ha nascosto riserve sull’azione di An. Stavolta appare convinto che sia sulla strada giusta. E’ così?
«Un appuntamento obiettivamente serio, questo di Capena. Ho visto consapevolezza unanime sulla necessità di maggiori responsabilità e di rendere plausibile la nostra azione al governo. Credo si sia tutti convinti della necessità di far emergere una nostra identità. E di essere coerenti con essa, poi, nell’azione politica».

7 AN: NASCE 'NUOVA ALLEANZA', MAI 'CONTRO' E SEMPRE CON FINI


AN: NASCE 'NUOVA ALLEANZA', MAI 'CONTRO' E SEMPRE CON FINI
BATTESIMO AFFOLLATO PER NUOVA COMPONENTE MATTEOLI, URSO, NANIA


(ANSA) - ROMA, 15 DIC - Gli stessi 'padrini' (Matteoli, Urso, Nania) non avevano previsto tanta partecipazione al battesimo di 'Nuova Alleanza', la componente di An nata oggi ufficialmente dalle correnti autodisciolte 'Destra e Liberta'' e 'Destra Plurale'. Cosi' sono rimasti fuori dalla porta di Palazzo Marini decine e decine di dirigenti, arrivati non senza disagio da tutta Italia per l'appuntamento. E dal palco il sottosegretario Nino Sospiri chiosa: ''ci aspettavamo che oggi nascesse una creatura, invece siamo di fronte ad un individuo gia' adulto. Adatteremo il corredino''. Al di la' della palpabile soddisfazione per la partecipazione (''superiore ad ogni piu' rosea previsione'' dice il ministro Altero Matteoli), la nuova componente del partito (''la maggioranza del partito, vedendo quanti siamo'', azzarda Adolfo Urso) sintetizza cosi' le sue coordinate politiche per il futuro di An: 'con' Fini e mai 'contro' le altre componenti verso un partito europeo di governo, sempre piu' determinante nella Casa delle Liberta'. Fino al punto, come si legge in una prima bozza di documento programmatico, di ''guidarla, promuovendo le condizioni di un grande cambiamento''. Un partito, spiega il capogruppo dei senatori Domenico Nania ''a due dimensioni: da un lato un partito nazionale e agile nelle mani del Presidente e del suo staff (che scelgono la linea politica al Governo, in Parlamento e nelle Istituzioni), dall'altro un partito regionale forte, con una classe dirigente che cura le politiche locali e libera dunque il leader dai problemi del territorio)''. Va da se', spiega ancora Nania, che ''un partito cosi' non ha bisogno di numeri due, tre o quattro, perche' ci sono ventuno coordinatori regionali, eletti direttamente dalla base, che fanno da 'vice' a Fini, la cui leadership e' ancora in piena fase espansiva''. Il modello organizzativo che 'Nuova Alleanza' ha in mente, prevede pero' un partito non di soli tesserati e iscritti, ma con ''innesti laterali'': una classe dirigente presa in prestito dalla societa' civile ed immessa nel processo decisionale. Di questa componente, per dirla ancora con Nania ''non ringhiosa ma fatta di gente che vuole lavorare per il partito'', fanno parte il ministro Matteoli e il viceministro Urso, i sottosegretario Contento e Sospiri, i capigruppo dei senatori Nania e degli eurodeputati Muscardini, i governatori di Abruzzo e Sicilia Pace e Lo Porto, i parlamentari europei Turchi e Poli Bortone (che torna a far ''politica attiva'') numerosi deputati e senatori, l'applauditissimo presidente di Azione Giovani Basilio Catanoso. Passano per un saluto Ignazio La Russa e Italo Bocchino, di 'Destra Protagonista', e Gustavo Selva manda un messaggio che fa sperare in nuove adesioni, magari alla nuova convention gia' programmata per gennaio a Roma.Altero Matteoli spiega alla platea che ''la sfida ora e' capire quanta destra si riesca a portare nella coalizione''. ''Se non ci fossimo stati noi - rivendica orgoglioso il ministro dell'Ambiente - in vista del congresso il partito sarebbe stato cannibalizzato, 'libanizzato'. Invece, la nostra componente ha imposto di spostare la discussione sui temi. E puntera' tutto su un forte documento programmatico, chiedendo l'unita' del partito, ma su posizioni nette''. Adolfo Urso tocca il cuore dei dirigenti di An parlando di ''un sogno realizzato''. Quello di chi ha lavorato per una destra al governo nazionale e locale senza mai vederla realizzata. Oggi la destra, dice Urso ''ha saputo ricongiungere la maggioranza naturale del Paese, che e' sempre stata di centrodestra'', non e' piu' ''ghettizzata, isolata, criminalizzata'' ma governa. ''Dunque puo' dire a chi non c'e' piu', a chi non ha potuto neppure sognare di essere un giorno al governo della nazione - aggiunge - che il testimone e' stato portato a destinazione''. Anche per questo si ha il dovere di essere uniti, di ''non fare mai dichiarazioni contro qualcuno, ma per qualcosa''. Perche' ''e' toccato a noi realizzare quel sogno e oggi non siamo retroguardia ma avanguardia del centrodestra''. Manlio Contento, sottosegretario all'Economia, riporta al centro del dibattito la necessita' di ''dare al partito una nuova Costituzione, ricondurre alla ragione chi ha sostituto le correnti al partito''. ''Ma noi - avverte - non saremo i mediatori, perche' la mediazione e' quella che ha rovinato il partito. Dobbiamo stare con Fini, consentirgli di lavorare libero dai veti incrociati. Altrimenti finiamo prigionieri di un partito incerottato, dove sull'articolo 18 si fanno un passo avanti e tre indietro, dove si litiga per beghe interne, invece di proporre (visto che siamo gli unici ad avere un'idea in proposito) come conciliare unita' nazionale e Stato federale. Oggi non si deve scegliere la strada delle mediazioni, ma quella del coraggio''. (ANSA)

8 IL DISCORSO SUL PPE E' PREMATURO E COMPLESSO


AN: FINI, IL DISCORSO SUL PPE E' PREMATURO E COMPLESSO DIPENDE DA EVOLUZIONE EUROPA, NON TEMO RAFFORZAMENTO DEL CENTRO CDL

Roma, 1 dic. - (Adnkronos) - ''Ho sentito molte discussioni sulla nostra possibile entrata nel Ppe. Ma il tema non e' questo, che e' prematuro e complesso.
Bensi' un altro: anche nell'eventualita' che ci sia una evoluzione in senso bipolare del Partito Popolare Europeo, e questo al momento non e' dato sapere, il nostro ingresso eventuale nel Ppe non dipendera' da noi ne' dalla situazione interna al Ppe, ma dalle riforme che l'Europa si dara' nei prossimi anni''. Lo ha detto Gianfranco Fini, aprendo i lavori dell'Assemblea nazionale di An.
Quanto alle grandi manovre al centro della Cdl, il presidente di An ha detto: ''forse quello che vi dico vi stupira', ma io non sono affatto preoccupato, ne' vedo con fastidio questa fusione tra Ccd e Cdu, ne' l'ingresso di D'Antoni in questo nuovo soggetto.
Certo, in Molise non siamo andati bene ed in Sicilia, soprattutto a Palermo, siamo andati malissimo, ma non possiamo dare la colpa agli altri se aumentano i loro voti, bensi, prendercela con noi stessi perche' li abbiamo persi.
Certo, questo non vuol dire che favoriremo o ignoreremo eventuali nuove operazioni di scomposizione e ricomposizione dei poli se, dopo il successo del tentativo di Cossiga, qualcuno volesse riproporla''.
A questo proposito, Fini, ha citato un episodio specifico: ''il capogruppo del Cdu alla Camera, Volonte', peraltro un ottimo capogruppo, ha detto che se Mastella vorra' entrare nel loro partito, sara' il benvenuto.
Capisco lo spirito evangelico, ma An sicuramente puo' dire che non ci sono vitelli ne' grassi ne' magri da ammazzare in suo onore. Esistono ancora scorie di un centro ballerino che vanno combattute''.

9 FINI: I PRESIDENTI PROVINCIALI ELETTI DIRETTAMENTE DAGLI ISCRITTI


AN: FINI, CONGRESSO NAZIONALE DAL 12 AL 14 APRILE I PRESIDENTI PROVINCIALI ELETTI DIRETTAMENTE DAGLI ISCRITTI

Roma, 1 dic. (Adnkronos) - ''Il prossimo congresso si terra' dal 12 al 14 aprile. La sede la stabilira' la Commissione per il regolamento che oggi nomineremo. Ma posso fin d'ora preannunciare una piccola rivoluzione: tutti i presidenti provinciali saranno eletti non dai delegati ma direttamente dagli iscritti''. Lo ha annunciato il presidente del partito Gianfranco Fini, intervenendo all'Assemblea nazionale di An. ''Anche la composizione dei delegati al congresso -ha aggiunto Fini- sara' il piu' possibile rappresentativa della realta' di base e sempre piu' elettiva''